Breath Guitar

Antonio è l’unico chitarrista al mondo a suonare professionalmente la chitarra synth Yamaha G10 (breath guitar o chitarra a fiato, definizioni che lui stesso ha coniato).

A confermare ciò vi sono anche le testimonianze di due autorevoli musicisti:
Pino Daniele e Pat Metheny

Ad aprire il mio concerto c'è Antonio Onorato, chitarrista partenopeo che ha avuto la benedizione persino del mio amico Pat Metheny, che di chitarristi se ne intende. E' anche specialista di uno strano strumento, una chitarra a fiato, ci soffia dentro e la fa suonare in una maniera incredibile.

Pino Daniele / Il Mattino 29 Luglio 1997

È l'unico chitarrista a usare la chitarra a fiato che offre risultati acustici davvero singolari

Pat Metheny_ intervista Corriere della sera 4 giugno 2002

Onorato la definisce come strumento “rivoluzionario e futuristico”, in quanto è una chitarra in cui la forza, l’intensità e le dinamiche sono gestite attraverso l’emissione del fiato del musicista grazie ad un breath controller (imboccatura simile a quella di uno strumento a fiato) e non dalla pennata o dall’arpeggio come di consueto.

Trattandosi di uno strumento poco, o meglio, quasi per nulla esplorato (fu prodotta dalla Yamaha nei primi anni ’90 e poi andò fuori mercato perchè non compresa dalla maggior parte dei chitarristi) nei 20 anni di studio, Antonio ha dovuto sperimentare nuove e personali tecniche per poterlo suonare ed esprimere al meglio, da vero “pioniere del suono”, tutte le potenzialità. L’ha definita spesso come una chitarra che rispecchia in toto l’era tecnologica in cui viviamo oggi, anche grazie all’utilizzo della sintesi virtuale che consente di intervenire sui suoni creando dei nuovi strumenti virtuali molto interessanti. Nel contempo conserva le caratteristiche di uno strumento tradizionale che risponde ad ogni sollecitazione fisica umana perché ci si soffia dentro e il soffio dà vita e lo umanizza.

«Ho sempre cercato di trovare una mia voce personale per esprimermi con la musica ed è per questo che mi considero un ricercatore del suono e del linguaggio musicale. Una quindicina di anni fa mi trovai tra le mani questo insolito strumento e ne rimasi subito affascinato, ebbi l’intuizione che aveva delle possibilità pazzesche. L’ho studiato tanto e continuo a studiarlo perché mi consente di andare su territori sonori inesplorati. Ho inventato anche una tecnica per poterlo sfruttare al massimo.
Oggi sono abbastanza soddisfatto poiché riesco a suonare la chitarra come un sax, una tromba, un flauto o uno strumento futuristico che non esiste e che posso inventare io stesso. Non capisco perché nessun altro chitarrista abbia provato a usarla. In ogni caso sono l’unico al mondo a suonare a livello professionale la “chitarra a fiato”.

La chitarra è suonata con le diteggiature chitarristiche, però con il fiato controllo il volume e la dinamica di ogni singola nota, poi utilizzo la leva del tremolo per avere altre sfumature e non uso la mano destra per toccare le corde. La chitarra controlla alcuni expander e i suoni vengono miscelati da un mixer, a volte sono 2 o 3 suoni che suonano insieme. Qualcuno potrebbe chiedersi che senso ha suonare con un suono che ricorda un sax, un flauto ecc. quando già esistono; a parte il fatto che il suono di sax o di flauto che sia è sempre miscelato con un altro suono più sintetico che aggiunge una caratteristica in più, utilizzando le diteggiature della chitarra, posso suonare cose che un sax, un flauto, una tromba, non potranno mai fare e questa è la cosa che mi affascina moltissimo».
(Antonio Onorato).

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