James Senese – L’urlo e la grazia (by Marina Tuni)

Nel giorno della scomparsa  del grande sassofonista James Senese, il magazine online “A proposito di Jazz” (www.online-jazz.net) pubblica un bellissimo articolo in sua memoria, del quale pubblichiamo alcuni estratti rimandando per la lettura completa al seguente link:

Nel suo sax si mescolavano rabbia e malinconia, la fierezza di chi non ha mai chiesto il permesso per esistere e la luce ostinata della sua città.
Ogni frase musicale conteneva una storia vissuta, mai addomesticata, necessaria...
In un’Italia attraversata dal progressive e dalle sue visioni astratte, i Napoli Centrale scelsero un’altra strada: portare il prog nella realtà, farlo parlare in dialetto, dargli un corpo fatto di jazz, funk e sudore.
Non era musica cerebrale: era sangue e strada, groove e denuncia. Nel loro suono c’era il rumore delle officine, la rabbia delle periferie, ma anche la grazia antica del canto napoletano...
Tra i primi compagni di viaggio passò anche Pino Daniele, allora al basso, prima di intraprendere la sua strada solista.
Qualche anno più tardi, James lo avrebbe ritrovato nel supergruppo napoletano che cambiò per sempre la musica italiana: con Rino Zurzolo, Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Tony Esposito e, più tardi, Antonio Onorato, diedero vita a un suono che univa jazz, blues, funk e radici mediterranee.
Era un’orchestra di anime affini, spinta dal bisogno di raccontare Napoli con parole nuove, un linguaggio capace di essere colto e popolare, urbano e spirituale allo stesso tempo.
Da quella comunità musicale nacque un legame più profondo, destinato a lasciare un segno....
Intorno a loro si mosse una costellazione di talenti: Joe Amoruso, con le sue tastiere visionarie; (...) Antonio Onorato, chitarrista con cui James condivise momenti intensi, culminati nello splendido brano Mare e Saudade, contenuto nell’album Un grande abbraccio (2000).
Erano musicisti diversi, ma uniti dalla stessa urgenza: dare un volto napoletano al jazz e un’anima jazz alla canzone partenopea...